Caso Mario Belvederesi del 2009. Prosciolti i tre carabinieri coinvolti

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Offagna | dopo la vicenda accaduta nel 2009 oggi l'epilogo finale

Caso Mario Belvederesi del 2009
Prosciolti i tre carabinieri coinvolti

I tre carabinieri della Stazione di Offagna – il maresciallo Camillo Italiano e gli appuntati Angelo Marsuolo e Comiso Pierri sono stati assolti nel corso del processo svoltosi mercoledì 17 luglio a seguito dell’accusa di Mario Belvederesi

di Comune di Offagna

Prosciolti i tre carabinieri di Offagna
Prosciolti i tre carabinieri di Offagna

I tre carabinieri della Stazione di Offagna – il maresciallo Camillo Italiano, 46 anni di Taranto e gli appuntati Angelo Marsuolo, 47enne di Sulmona e Comiso Pierri, 44enne di Lecce – sono stati assolti nel corso del processo di primo grado giudiziario svoltosi mercoledì 17 luglio nel tribunale di Jesi, a seguito dell’accusa per arresto illegale, lesioni , percosse e danneggiamento in un fascicolo e falso ideologico in un altro, una vicenda accaduta nel maggio 2009, su una presunta aggressione a un 65enne offagnese, Mario Belvederesi e alla sorella 76enne Donatella, nel frattempo defunta. I tre Carabinieri di Offagna sono stati seguiti, nel corso del processo dall’ avvocato Alessandro Angelozzi. 'Da parte dell’Amministrazione comunale e personale di sindaco – afferma il primo cittadino di Offagna, Stefano Gatto -, esprimiamo una particolare soddisfazione nell’assoluzione dei nostri Carabinieri, considerato che tali rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno sempre lavorato per il bene del nostro paese, non avendo mai commesso dei reati'. I tre Carabinieri offagnesi sono andati a processo il 12 febbraio 2013 nel tribunale di Osimo per falso ideologico nella compilazione del verbale di arresto di Belvederesi per resistenza a pubblico ufficiale. La vicenda risale alla sera del 18 maggio 2009, quando in via Montegallo, la provinciale che collega Offagna a San Biagio, alle 17.30, i tre militari in un posto di blocco vedono una Fiat Panda fare inversione, con Mario Belvederesi, alla guida della Panda, che ha accelerato, dandosi a una folle corsa. La pattuglia insegue la Panda e riconosce Belvederesi e la sorella Donatella, i quali, però, all’altezza del ristorante Alocco, riescono a seminare i Carabinieri che decidono di appostarsi nelle vicinanze dell’abitazione dei Belvederesi, vicino al Torrione, zona raggiunta a piedi nel centro di Offagna. Quando i due anziani rientrano trovano i Carabinieri che, stando alle loro testimonianze, li intimano di fermarsi con fare aggressivo. Attorno alle 20, Belvederesi fugge di nuovo a bordo della sua auto, con i Carabinieri che li inseguono per circa 40 minuti fino a Jesi, a bordo di un’auto privata chiesta ad un offagnese. Dopo un tallonamento durato più di due ore e conclusosi alle 22 circa, la Panda è stata fermata a Jesi dove Belvederesi è stato ammanettato. Secondo la denuncia dell’uomo, difeso dall’avvocato Guerrino Ortini, poi recepita dall’accusa, i Carabinieri avrebbero malmenato Belvederesi sul cofano della sua Panda, tanto che alla fine anche la vettura è rimasta danneggiata. Il 62enne venne arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, condotto in caserma e poi al pronto soccorso di Osimo dove è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni.

Lunedì 22 luglio 2013

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