Gli industriali dell'anconetano: infrastrutture inefficienti e penalizzanti per noi

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Gli industriali dell'anconetano: infrastrutture
inefficienti e penalizzanti per noi

Proseguono gli incontri del Presidente Schiavoni sul territorio

di Confindustria Ancona

Il presidente Schiavoni
Il presidente Schiavoni

Proseguono gli incontri che il Presidente Claudio Schiavoni sta realizzando in provincia con tutti i Soci di Confindustria Ancona.

«Vogliamo essere sempre più vicini ai voi soci – ha esordito Schiavoni incontrando i colleghi della zona di Ancona ospitati dall’azienda Tecnoprint - comprendere meglio le vostre difficoltà e necessità, i bisogni basilari, e condividere i progetti più importanti su cui l’associazione è impegnata: questi sono gli obiettivi che io ed il Consiglio Direttivo ci poniamo con questi appuntamenti che ripeteremo periodicamente, ogni quattro mesi, per ampliare il confronto costante e costruttivo con tutti gli associati».

L’incontro di Ancona arriva dopo quelli con gli associati in Vallesina, nel Senigalliese e nel Fabrianese, in un clima sempre improntato alla collaborazione e al confronto costruttivo e precede quello che si svolgerà nell’area dell’Aspio - Musone.

Una serata ricca di spunti: grande e seria preoccupazione desta la situazione precaria dello scalo di Falconara, che riflette ancora una volta la tendenza a marginalizzare il territorio marchigiano penalizzando ulteriormente la nostra realtà economica rispetto ai mercati esteri.

Il grido di dolore degli industriali non si limita all’aeroporto, ma investe anche la scarsa attenzione, per non dire disinteresse, dell’amministrazione pubblica verso il degrado delle zone industriali, che presentano manti stradali rovinatissimi, mancanza di segnaletica, illuminazione carente

A questo si aggiungono anche le difficoltà di collegamento soft: in molte zone i collegamenti wi-fi rimangono difettosi e la copertura delle linee ADSL ancora insufficiente.

Come in altri territori sono poi emerse le note difficoltà di accesso al credito e il tema dell’internazionalizzazione, su cui è necessario collaborare a livello di filiera: anche le aziende che non operano direttamente sui mercati esteri possono risultare di utile supporto a chi opera all’estero, assicurando qualità e vicinanza nei rapporti tra fornitori e committenti, creando relazioni e contatti fra le aziende del territorio per dare risposte a temi internazionali partendo a livello locale.

Martedì 5 novembre 2013

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