I giovani e la riscoperta della campagna. Parla Elena Spinsanti della sua esperienza

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Osimo | nel nostro viaggio tra i giovani che hanno deciso di riscoprire la campagna

I giovani e la riscoperta della campagna
Parla Elena Spinsanti della sua esperienza

In questo "viaggio" oggi è la volta di Elena Spinsanti. Elena è osimana, laureata in Scienze Agrarie ma diplomata al Liceo Classico ed ha deciso di intraprendere questa avventura. L'abbiamo incontrata per fare una chiacchierata sulla sua nuova vita

di Matteo Valeri

Il logo di "Hortus"
Il logo di "Hortus"
Elena Spinsanti
Elena Spinsanti

L'intervista a Letizia Gardoni è stata una sorta di "apripista" (oltre che un giusto riconoscimento alla neo eletta presidente degli imprenditori agricoli della Coldiretti Marche) ad un viaggio che abbiamo deciso di intraprendere. Dare spazio e voce a tanti giovani anconetani che hanno deciso di riscoprire la campagna, tornando alla vita dei loro nonni in una sorta di percorso a ritroso. In questo "viaggio" oggi è la volta di Elena Spinsanti. Elena è osimana, laureata in Scienze Agrarie ma diplomata al Liceo Classico ed ha deciso di intraprendere questa avventura. L'abbiamo incontrata per fare una chiacchierata sulla sua nuova vita.

Ciao Elena, come mai hai deciso di buttarti nel mondo dell'agricoltura? Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa avventura?

Allora, diciamo che già in famiglia stavamo già nel mondo dell'agricoltura, ma contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il mio subentro sarebbe potuto non essere la logica prosecuzione dell'attività di famiglia....! Già mio nonno dagli anni '70, dopo anni di vita mezzadrile, si trasferì da autonomo in un piccolo terreno della Val Musone, mettendo in piedi una piccola azienda cerealicolo zootecnica, con l'occasionale produzione di qualche ortaggio per l'industria conserviera. Devo riconoscere che è solo grazie a mio nonno che, grazie ad un amore spropositato per la campagna e ad un attaccamento viscerale alla terra nonostante le dure fatiche della vita agricola di quei tempi, la mia famiglia è rimasta in campagna contrariamente a quanto avveniva negli anni '70-'80 in cui molti si trasferivano in paese lasciando questa attività tanto faticosa e poco redditizia. Poi negli anni novanta è stata la volta dei miei genitori, che, anch'essi innamorati di questa vita, incrementarono la meccanizzazione dell'azienda e spostarono l'indirizzo produttivo verso l'orticoltura con la forma di vendita diretta. Anche io sin da piccolina ho collaborato sempre in azienda, curiosando tra le mille cose che la natura ci offre durante le diverse stagioni! Devo dire che comunque la scelta di portare vanti l'azienda non era scontata come potrebbe sembrare, infatti nel periodo in cui dovevo un pò decidere ciò che fare "da grande", il settore agricolo non andava per la maggiore, l'azienda era ancora piccola e non ben definita tant'è vero che dopo il liceo ero indecisa su cosa fare e mi balenava in mente addirittura di intraprendere una facoltà letteraria! Poi, sarà per la curiosità verso il mondo naturale e il piacere che provo nello stare all'aperto a contatto con piante, animali e veder queste cose crescere sotto ai miei occhi che ho deciso di intraprendere gli studi di agraria. Ciò non ha fatto altro che amplificare il mio interesse verso questo mondo, e ho pertanto aggiunto la “scienza” a quanto veniva da sempre dettato dall’esperienza dei nonni e genitori! Da questo “mix” di scienza ed esperienza e – cosa fondamentale - dall’amore per la Terra condiviso da 3 generazioni, l’azienda di famiglia si è ampliata , giungendo a coltivare circa 4,5 ettari di ortaggi e a coltivare ben 26 specie diverse di orticole distribuite lungo tutto il corso dell’anno. L’azienda opera attualmente in integrato, privilegiando sistemi a basso impatto ambientale. Quindi, ad oggi, eccomi qua: agronomo ed imprenditrice agricola, e guardando indietro non avrei potuto fare scelta migliore!! Attualmente mi rendo conto che decidendo di restare in questo ambito, sto dando, seppur in minima parte, un piccolo contributo nel valorizzare questo bellissimo territorio!

Hai anche creato un marchio "ad hoc": Hortus il fresco della Val Musone. Di cosa si tratta esattamente?

L'associazione “Hortus: il fresco della Val Musone” , è un’associazione di aziende agricole ricadente nel territorio della Val Musone. Questo progetto è stato formulato nell'ambito della mia tesi di laurea e poi è stato successivamente concretizzato e sviluppato tramite una collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche ed un’iniziativa congiunta del Comune di Osimo. L’associazione ha lo scopo di valorizzare l’ampio paniere produttivo che caratterizza questa vallata, dare vita a produzioni eco-compatibili, a basso impatto ambientale e che seguano le linee guida della produzione integrata dettate alla Regione Marche. I produttori aderenti sono tenuti a seguire specifici disciplinari di produzione uniformi e ad elevata qualità del prodotto e possono applicare e commercializzare i propri prodotti con l'omonimo marchio registrato "Hortus il fresco della Val Musone". Con il marchio, non solo viene detto che i prodotti sono locali, ma anche garantiti! L’Associazione è partita inizialmente come associazione di aziende ortofrutticole ma vista la richiesta si è aperta anche ad altre tipologie di aziende, tant’è vero che abbiamo tra noi anche una azienda zootecnica e una specializzata in leguminose! Siamo comunque aziende di dimensioni medie o piccole tutte operanti sul mercato locale privilegiando per la commercializzazione, che è autonoma per ogni azienda, forme di vendita diretta. Questa si esercita per alcune di noi anche direttamente in azienda. Siamo tutte aziende giovani e dinamiche all'interno delle quali c’è una costante operatività di tecnici ed agronomi, cosa che mi vede impegnata in prima persona. Una delle cose che ci contraddistingue è la nostra volontà di stare sempre al passo con le più innovative tecniche di produzione che siano nel contempo rispettose dei delicati equilibri agro-ambientali e delle vocazionalità dell'ambiente in cui ci troviamo.

Che consigli senti di darti ad un giovane con l'idea di riscoprire la campagna?

Direi subito che questa attività è bellissima e regala grandissime soddisfazioni, ma è un passo che va fatto pensandoci bene, in quanto è un'attività che implica non solo coraggio per affrontare come imprenditore gli investimenti iniziali, ma anche tenacia e resistenza agli stress di ogni tipo!! Ci vuole inoltre assoluta disponibilità nell'affrontare ogni condizione, anche come semplice tecnico (pioggia, vento, 40° gradi d'estate e 0° d'inverno) ed essere disponibile in qualsiasi momento per affrontare i mille imprevisti che possono sopraggiungere (insetti, patologie ecc..). Però sì, le soddisfazioni ci sono: veder maturare il frutto del tuo lavoro, vedere la contentezza della gente che apprezza i tuoi prodotti o i bambini che vengono in campagna per vedere tante cose interessanti, ed essere coscienti che stai facendo qualcosa per la crescita economica, ambientale ed anche sociale per il tuo territorio, questo sì, ripaga tutte le tue fatiche alla grande!!

Venerdì 11 ottobre 2013

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