26 anni...e non sentirli per niente. La nascita del servizio di elisoccorso

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Ancona | il 23 agosto del 1987 prese il volo la prima eliambulanza

26 anni...e non sentirli per niente
La nascita del servizio di elisoccorso

Intervista a Sandro Mangiacristiani, infermiere pioniere e veterano con il servizio di elisoccorso

di Matteo Valeri

La prima eliambulanza nel 1987
La prima eliambulanza nel 1987
La copertina del bellissimo ed intenso libro scritto da Sandro
La copertina del bellissimo ed intenso libro scritto da Sandro

26 anni…e non sentirli per niente. Stiamo parlando del servizio di elisoccorso attivo nel nosocomio regionale di Torrette. Proprio nel lontano 23 Agosto del 1987 si levò in volo la prima eliambulanza che da lì in avanti avrebbe salvato molte vite. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quella data e alcune cose sono cambiate. Tuttavia c’è qualcuno che in quel 23 Agosto del 1987 salì sul primo volo dell’eliambulanza e che tutt’ora opera «in cielo». Stiamo parlando di Sandro Mangiacristiani pioniere e veterano, che nel suo ruolo di infermiere assiste anche oggi molti pazienti durante il trasporto in elicottero. Nel 2011 ha deciso di raccontare la sua esperienza nel libro «Uno sguardo dal cielo. I racconti dell'emergenza». Abbiamo incontrato Sandro per farci raccontare i suoi ricordi e perché nacque il servizio di elisoccorso.

Allora Sandro, cosa spinse 26 anni fa la regione Marche ad instituire il servizio di elisoccorso e come mai presi la decisione di entrare a farne parte?

Per parlare della nascita del servizio dell’elisoccorso è necessario fare una premessa: prima dell’avvento di questo servizio le emergenze venivano trattate diversamente. Non era presente né il servizio di 118, che verrà attivato negli anni ’90, né il Pronto Soccorso come lo intendiamo oggigiorno. Le emergenze venivano trattate prendendo il paziente in strada e trasportandolo al Pronto Soccorso mentre i casi più gravi venivano trasportati nel minor tempo possibile al reparto di Rianimazione dell’Umberto I. Il dottor Giuseppe Romagnuolo, allora Presidente della Croce Gialla, durante una vacanza negli Stati Uniti vide in azione l’eliambulanza e ne rimase affascinato. Ebbe l’intuizione così di instituire lo stesso servizio nella Regione Marche, che poi sarebbe diventato il primo in Italia. L’elicottero fu concesso dall’allora On. Francesco Merloni ma era necessario reclutare il personale. Così furono «arruolati» i medici e gli infermieri del reparto di Rianimazione che sapevano come trattare i casi più gravi (tra i quali c’ero anche io visto che lavoravo nel reparto dal 1978). Tuttavia c’era un problema. Non esistendo ancora il 118 ci informammo dalle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, vigili del fuoco) per cercare di comprendere quali potessero essere i casi in cui il nostro intervento sarebbe stato risolutivo (quali tipologie di incidenti stradali o di incidenti sul lavoro per esempio). Non a caso all’inizio erano direttamente le forze dell’ordine che avendo più esperienza «sul campo» contattavano il servizio di elisoccorso per i casi più gravi. Con il passare degli anni la situazione cambiò e si arrivò a quella attuale. Nel 1996 fu instituito il servizio del 118, vennero fissati i vari protocolli e vennero coinvolti anche gli infermieri della Croce Rossa, dopo formazione, a prender parte al servizio dell’elisoccorso. Così oggigiorno operiamo sul territorio con i due elicotteri Icaro 01 e Icaro 02. Il primo adibito per le emergenze sulla zona marittima, il secondo dotato di verricello e attivo sulle zone montane e più impervie.

Nel 2011 hai raccolto le tue esperienze e le tue emozioni nell’operare come infermiere a bordo, in un libro, «Uno sguardo dal cielo. I racconti dell'emergenza». Come è nata questa idea?

Nel ventennale della nascita del servizio, venni chiamato a raccontare alcuni aneddoti davanti alla platea del «I Congresso Sanitario Regionale». A dir la verità avevo molti ricordi confusi e vaghi ma per fortuna mia madre e mia moglie, a cui raccontavo la mia «giornata lavorativa» quando rincasavo, riuscirono a farmi ricordare molte vicende. Fu da quel momento che presi la decisione di raccontare in un libro alcune, forse le più significative, delle mie esperienze a bordo. Grazie al direttore del Servizio del 118 Riccardo Sestili, che apprezzò molto questa raccolta, venne dato alle stampe «Uno sguardo dal cielo. I racconti dell'emergenza» senza l’appoggio di nessun editore ma solamente con il supporto degli Ospedali Riuniti. Tutti i proventi raccolti in questi anni sono andati ad opere di beneficenza. Infatti sono stati destinati all’acquisto di un ecografo portatile che viene impiegato sull’eliambulanza Icaro 01 mentre un secondo è già stato donato per un solo mio libro da una famiglia in memoria della figlia Ylenia ed è da mettere presto sull'altro elicottero Icaro 02. Inoltre sono state rese più comfortevoli le sale d’accoglienza dei reparti di oncologia e day hospital. Poi, grazie anche all’aiuto della Fondazione Ospedali Riuniti, sono state allestite alcune camere in Oncologia e presto anche in Rianimazione per i parenti dei familiari ricoverati che se non hanno i mezzi economici per pagarsi un alloggio spesso devono dormire in macchina o nelle sale d’attesa di questi reparti. Ma il sogno continuerà ancora per altre cose utili. A tal proposito chi volesse acquistare il libro troverà tutte le indicazioni nel sito degli Ospedali Riuniti http://www.fondazioneospedaliriuniti.it/libro.htm (il libro si acquista presso l’ospedale di Torrette il Martedì ed il Giovedì dalle 19,30 - alle 13,30) oppure chi volesse acquistarlo per posta troverà le indicazioni in questo sito http://dolomitinelmondo.blogspot.it/2013/03/uno-sguardo-dal-cielo-i-racconti-dell.html.

Operando sull’eliambulanza tratti spesso pazienti molto gravi e situazioni molto critiche. Non c’è mai stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto?

Sì e l’ho anche raccontato nel libro con il capitolo «Quel bambino assomigliava a mio figlio». La triste vicenda di un bambino che venne trafitto da un cancello. Quella vicenda mi scosse a tal punto che per un paio di mesi non riuscì più a risalire in elicottero ed avevo preso la decisione di lasciar perdere tutto. Finchè non avvenne un altro incidente in strada mentre mi trovavo in vacanza e senza il mio intervento il paziente non ce l’avrebbe fatta. Così tirai fuori il meglio di me, comprendendo che il mio intervento era necessario, e riuscì a superare quel momento.

Invece quali sono i ricordi migliori di questi 26 anni di lavoro «in volo»?

Quando si interviene in situazioni disperate quasi al limite in cui riusciamo a salvare il paziente, ecco questi momenti sono ricordi che non potrò mai dimenticare. Inoltre quando siamo riusciti a montare l’ecografo portatile, preso con i proventi del libro, è stata una bella emozione, perché eravamo riusciti a raggiungere un importante traguardo. Ma anche il fatto che molte persone da fuori regione acquistano il mio libro, dandoci una mano a raggiungere gli altri obbiettivi, e che poi mi vogliono incontrare personalmente è una bella emozione. Inoltre molti pazienti che ho assistito in eliambulanza, a distanza di anni, acquistano «Uno sguardo dal cielo. I racconti dell'emergenza» e mi vogliono incontrare permettendomi ogni volta di ricordare le loro storie. È una bella sensazione, quasi come se vivessi una favola ad occhi aperti.

Domenica 25 agosto 2013

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